2008-08-09
di LETIZIA MAGNANI
PATTINARE sul ghiaccio destate? Fa tendenza, eppure nella pista di ghiaccio estiva inaugurata a Cervia nel piazzale Artusi non ci va molta gente. Lunico momento affollato è stato ieri mattina, quando, davanti allimpianto, si sono dati appuntamenti i volontari di Legambiente, che hanno fatto un blitz per denunciare quella che definiscono con un gioco di parole «una scelta agghiacciante». E questo il messaggio che vuole lanciare Goletta Verde in occasione della tappa riminese (prima di arrivare in settimana nel resto della Riviera, nei lidi ravennati e ferraresi). «Dove è il risparmio energetico? Non possiamo tollerare scelte turistiche di questo tipo. Una pista di pattinaggio su ghiaccio dichiara Luigi Rambelli, presidente Legambiente Emilia Romagna con un fondale che ricorda le cime alpine innevate, in piena estate e per giunta poco frequentata dai turisti, è chiaramente una scelta infelice, in termini economici e ambientali. Non possiamo accettare questo spreco energetico. Siamo qui per far sapere allamministrazione cervese che sarebbe il caso di tornare ad iniziative sostenibili e razionali, puntando quindi ad un turismo di qualità».
DAL CANTO suo lamministrazione comunale per voce dellassessore alla cultura, Alberto Donati, dice «siamo tranquilli. Il privato ci ha chiesto di poter aprire la pista destate garantendo un basso impatto ambientale e Cervia è lunico comune della Costa certificato». Passando dalle certificazioni ai dati, si nota come la pista sia di circa 350 metri quadrati, ovvero un rettangolo di 12, per 28 metri. Per garantire la temperatura e il ghiaccio servono 62 chilowatt allora, per una refrigerazione di 16-18 ore al giorno, lequivalente energetico che serve per 20 abitazioni.
PARADOSSALMENTE Giuseppe Nadalini, tecnico della Engi spa, che gestisce dinverno e destate la pista del ghiaccio di proprietà comunale, è quasi contento della protesta. «Avevamo presentato dice al Comune un progetto nel quale spiegavamo che lenergia usata per produrre ghiaccio poteva diventare calore utile per riscaldare acqua. La pista doveva essere posizionata nella spiaggia libera: così si poteva produrre ogni giorno calore sufficiente per riscaldare, fino a 60 gradi, 20 mila litri di acqua, utili per fare mille docce. Potevamo dare acqua calda ai bagni e agli alberghi, ma lamministrazione comunale non ha capito. In questo modo abbiamo montato la pista in un luogo non di passaggio, dove va poca gente, e isolato. Siamo costretti a sprecare il calore che produciamo. E un peccato».
UN ESPERIMENTO analogo è stato fatto in Maremma, dove la pista è stata montata in un campeggio. I turisti del campeggio si lavano con lacqua riscaldata dalla pista del ghiaccio. Siccome lesperienza estiva dellattrazione non ha funzionato come doveva verrà chiusa prima del previsto, il 17 agosto, anziché a fine mese, con buona pace di tutti, compresi i volontari di Legambiente.