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L’incidente di Corleto: drammatico racconto del conducente del muletto

«Ho visto Vadim frenare e volar via» Così è morto il giovane operaio

SI CHIAMAVA Vadim Clapaniuc ed era nato nel 1987 a Pohribeni, in Moldavia, l’operaio agricolo morto nel tardo pomeriggio di venerdì in un assurdo incidente tra due carraie di un fondo agric...
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SI CHIAMAVA Vadim Clapaniuc ed era nato nel 1987 a Pohribeni, in Moldavia, l’operaio agricolo morto nel tardo pomeriggio di venerdì in un assurdo incidente tra due carraie di un fondo agricolo coltivato a peschi a Corleto. Il ragazzo risultava domiciliato poco distante dal posto in cui ha perso la vita, in via Corleto, mentre la famiglia è residente a Russi. L’altro pomeriggio, dunque, Vadim aveva terminato di raccogliere le pesche e, con altri colleghi di lavoro, aveva inforcato il motorino per recarsi a casa. Qualche amico lo precedeva, su quella stradina sterrata che sbuca a perpendicolo su via Corleto, un altro lo seguiva in bicicletta, ma ad una certa distanza a causa della polvere che il Malaguti 50 cc di Vadim sollevava.
QUELLA CHE sembra una tragica fatalità, ma sulla quale sono chiamati a indagare la Medicina del lavoro e la Polizia, si è verificata nel punto in cui la carraia percorsa da Vadim incrocia ad angolo retto un’altra carraia. La visuale agli angoli è un po’ ostruita dalle foglie degli alberi da frutto. Vadim dunque va verso casa, e sull’altra carraia spunta il muletto guidato dal proprietario del fondo agricolo e suo datore di lavoro, un faentino di 45 anni residente in via Reda. Il mezzo agricolo è in retromarcia, o almeno così avrebbe riferito il padrone del podere agli inquirenti, aggiungendo che stava facendo il giro del podere per raccogliere le casse piene di pesche.
«HO SENTITO il rumore di un motorino — avrebbe aggiunto il faentino — e ho visto lo scooter che frenava bruscamente e Vadim che volava». Complice forse una sconnessione del terreno sterrato, il giovane è stato infatti sbalzato dalla sella dello scooter, finendo con il viso contro una ruota del muletto. Vadim indossava il casco, un casco a ‘scodella’, che ha l’unico difetto di lasciare non protetto il viso. Con il viso, infatti, il ragazzo è purtroppo terminato proprio sotto la ruota, e in quella posizione lo ha notato anche l’amico che lo seguiva in bicicletta e che è giunto sul luogo dell’impatto pochi secondi dopo.
IL GUIDATORE del muletto ha immediatamente allertato i soccorsi e il 118 è intervenuto, ma non ha potuto fare altro che constatare il decesso dello sfortunato ragazzo, causato dal gravissimo trauma cranico e, forse, da un trauma cervicale. Gli inquirenti hanno informato la Procura della Repubblica di Ravenna, e il pm di turno, Gianluca Chiapponi, ha disposto il sequestro di tutti i mezzi coinvolti nella sciagura, compreso il casco del ragazzo, aprendo nello stesso tempo un fascicolo per omicidio colposo a carico del conducente del muletto. Sul luogo del tragico infortunio sul lavoro — così è stato definito dagli inquirenti l’episodio — hanno lavorato la Medicina del lavoro dell’Ausl, la Polizia che ha ascoltato i testimoni e la Polizia Municipale che ha svolto i rilievi foto-planimetrici.
m.m.









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