Night troppo osè, reggiano nei guai
L’accusa: "E’ l’autista delle ragazze squillo"
L'uomo fa parte del gruppo di dieci persone fermate nell'ambito dell'operazione 'Dolce Vita' condotta dai carabinieri. Coinvolti tre locali notturni in provincia di Bologna e Reggio
Bologna, 3 luglio 2007 - Il locale era frequentato da signorine in abiti succinti e da frotte di uomini. Quando lo scarico della fognatura si è intasato di preservativi usati, il padrone dello stabile che ospita il night «Sporting Club» a Crevalcore, nel bolognese, ha fatto due più due e ha presentato un esposto alla Procura di Bologna. Da lì, era il gennaio 2006, è partita un’indagine contro lo sfruttamento della prostituzione che ha interessato tre locali notturni in provincia di Bologna e Reggio, e ha portato al fermo di 10 persone, tra le quali un 27enne di Avellino residente nel reggiano.
L’operazione «Dolce Vita» è stata condotta dai carabinieri della compagnia di San Giovanni in Persiceto e si è conclusa con un blitz, nella notte tra venerdì e sabato scorsi, a cui hanno partecipato anche i reparti di Castelnovo Monti e San Polo d’Enza. I locali posti sotto sequestro sono, oltre al night di Crevalcore, il «Blade» di Pianoro e il «Key West» di Modena. Tutti gestiti da Silvano e Massimo Musso, padre e figlio di 55 e 30 anni, entrambi con precedenti. Il 27enne residente nel reggiano, C.R., pare fosse uno degli autisti che trasportavano le ragazze da un locale all’altro e avesse mansioni di controllo su quanto accedeva nei privé. Ora si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di sfruttamento della prostituzione.
Tra gli altri nove, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, gestione di locali destinati a tale attività e spaccio di stupefacenti, sono finiti in carcere solo i Musso, padre e figlio, e le loro fidanzate B.B. e G.L.O, entrambe romene di 23 anni. Si trovano invece agli arresti domiciliari S.F., 33 anni, modenese, ritenuto l’alter ego dei due titolari; il direttore di sala P.U., 54 anni, di Ferrara; il napoletano N.S., 42 anni, residente a Cento, sospetto fornitore di cocaina destinata sia ad alcuni degli indagati sia ai clienti; S.F., 59 anni, originario di Catanzaro, e T.B., 63 anni, foggiano, entrambi residenti a Modena.
Secondo il Pm Stefano Orsi, che coordina l’inchiesta, l’attività di prostituzione veniva esercitata in maniera continuativa: le ragazze, quasi tutte straniere, si appartavano nei privé con i clienti e, dopo il rapporto sessuale, registravano la prestazione alla cassa. Alcuni appunti sequestrati dai militari riportano annotati i rapporti sessuali, evidenziati con colore rosso, e le semplici consumazioni, scritte in nero.
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