Sono tutti ragazzi maggiorenni: due italiani di 23 e 18 anni di Villa Minozzo e due diciottenni albanesi residenti a Casdtelnovo Monti. Le indagini sono partite con la denuncia di un sedicenne picchiato alla fermata della corriera a calci e pugni. Ma i quattro si erano resi protagonisti di molte altre angherie ai danni di ragazzi più piccoli
Reggio Emilia, 1 febbraio 2008 - Da qualche tempo erano diventati il terrore di molti ragazzi più piccoli. Si davano appuntamento all’uscita della scuola presso il polo scolastico ‘Cattaneo’ di Castelnovo Monti, nella montagna reggiana, per poi minacciare e intimidire gli studenti in uscita. E questo senza un motivo apparente. Si tratta di quattro ‘bulli’, due albanesi diciottenni residenti a Castelnovo e due italiani di 18 e 23 anni di Villa Minozzo, alle cui prepotenze hanno messo fine i carabinieri della stazione di Villa Minozzo, un comune limitrofo. Il quartetto, che è ritenuto responsabile di tutta una serie di angherie e sopraffazioni nei confronti di diversi studenti dell’istituto superiore, è stato bloccato dai militari proprio mentre stava per entrare nuovamente in azione. A mettere in moto le indagini è stato in particolare un episodio, a seguito del quale è stata sporta denuncia: uno studente del ‘Cattaneo’, un sedicenne di Villa Minozzo, si è presentato tre giorni fa alla locale caserma dei carabinieri accusando i quattro di averlo picchiato a suon di calci e pugni alla fermata della corriera davanti alla scuola. Il ragazzo presentava traumi facciali e addominali, con un referto recante una prognosi di sette giorni. Gli investigatori ipotizzano che il pestaggio sia stata una sorta di ritorsione, perché nei giorni precedenti quello studente aveva ‘osato’ prendere le difese di un coetaneo preso a ceffoni dai bulli. Una denuncia coraggiosa, quella del sedicenne, che, a differenza di altri, non ha avuto paura della possibile vendetta e non ha esitato a parlare, dando il ‘la’ alle indagini. Alla sua denuncia si sono aggiunte anche una serie di segnalazioni da parte di genitori, preoccupati per i propri figli che, terrorizzati dai quattro prepotenti, avevano addirittura manifestato l’intenzione di abbandonare la scuola pur di non essere presi più di mira.
Mercoledì la svolta delle indagini. Il ‘tam tam’ delle voci ha fatto il giro degli studenti e una telefonata anonima ha avvisato i carabinieri della presenza dei bulli con intenzioni litigiose davanti al ‘Cattaneo’. I militari di Villa Minozzo e di Castelnovo Monti si sono presentati per un controllo, in borghese, e prima che i quattro potessero dare inizio ad ulteriori violenze, li hanno bloccati e condotti in caserma, da cui sono stati rilasciati soltanto dopo che è stata formalizzata a loro carico una denuncia per lesioni aggravate ai danni del sedicenne. Una posizione, questa, che potrebbe ulteriormente aggravarsi, se altri studenti che hanno subìto maltrattamenti e abusi troveranno il coraggio di farsi avanti.
E’ scossa Paola Bacci, la preside dell’istituto che ha fatto da sfondo a questo grave episodio di bullismo: «Questa storia mi ha molto toccata, sono scossa. Ora però è opportuno non esasperare la situazione. L’episodio non va certo minimizzato, perché è grave e deplorevole. Ma al tempo stesso ho detto ai ragazzi che tutti noi ci adopereremo, ognuno all’interno del proprio ruolo, per evitare che fatti come questo possano accadere di nuovo. Ora gli studenti — continua la professoressa Bacci — sono più tranquilli, anche perché i carabinieri mi hanno garantito la loro presenza davanti alla scuola e alla fermata del bus. Ci sentiamo una comunità educante, l’ambiente intorno alla scuola è tranquillo e protetto. Il clima, insomma, è collaborativo e di dialogo fra tutte le forze del paese». Ha ricevuto il ragazzo e i suoi genitori? «Certo. Ho visto che è rimasto colpito interiormente, oltre che fisicamente, dalla vicenda. I suoi compagni di classe ora gli sono molto vicini e la scuola farà il possibile affinché possa vivere la vita scolastica e frequentare i nostri ambienti sentendosi sicuro e protetto. Ho parlato agli studenti di tolleranza, richiamandoli ad un grande senso di responsabilità, per evitare il verificarsi di fatti gravi come questo».
Francesco Gerardi
E' allestita alla Galleria Metamorfosi (piazza Fontanesi 5) una mostra di Gennaro Laudano, il decano dei paesaggisti reggiani, che testimonia quanto il linguaggio pittorico possa essere di supporto per tramandare le tradizioni del nostro territorio