Secondo quanto ipotizzato nel capo d’imputazione, la titolare non osservava le disposizioni di legge previste dalla disciplina antiterrorismo in vigore, in particolare in materia di raccolta e conservazione con modalità informatiche dei dati identificativi degli utenti
Reggio Emilia, 28 maggio 2008 - Sequestrato dai carabinieri un 'call center' in città per violazione delle norme antiterrorismo. Il provvedimento è stato eseguito in mattinata. Già l’operazione antiterrorismo denominata 'Rinascita', condotta nel novembre 2007, aveva rilevato che per i loro contatti alcuni persone coinvolte nell’inchiesta sul terrorismo islamico si avvalevano dei call center cittadini, obiettivi che quindi da tempo sono monitorati per verificare il rispetto del decreto Pisanu. Fari, quindi, ben puntati per controllare una provincia considerata a rischio terrorismo, visti anche i precedenti. Nel marzo scorso i carabinieri del Nucleo informativo avevano denunciato la titolare di un call center per l’inosservanza di tali norme. Illecito a cui la titolare, una cittadina extracomunitaria 30enne residente in città, pare non essere stata nuova, in quanto già a dicembre 2007 a suo carico risultava un'analoga denuncia.
La sua condotta, ritenuta reiterata, è stata segnalata dai Nucleo informativo alla procura, che a sua volta ha richiesto e ottenuto dal gip del tribunale un decreto di sequestro preventivo del locale, che appunto questa mattina è stato eseguito dall'Arma che vi ha apposto i 'sigilli'. Secondo quanto ipotizzato nel capo d’imputazione, la donna non osservava le disposizioni di legge previste dalla disciplina antiterrorismo in vigore, in particolare in materia di raccolta e conservazione con modalità informatiche dei dati identificativi degli utenti che avevano accesso ai servizi telefonici e telematici, omettendo di annotare nell’apposito registro elettronico i dati anagrafici degli avventori che stavano utilizzando le relative postazioni, peraltro installate in numero differente da quante autorizzate con licenza.
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