A poche ore dalla riunione dell'apposita commissione consiliare, la Lega Nord reggiana interviene nuovamente sulla sicurezza bocciando tout court le politiche messe finora in campo dal Partito democratico
Reggio Emilia, 29 maggio 2008 - A poche ore dalla riunione dell'apposita commissione consiliare, la Lega Nord reggiana interviene nuovamente sulla sicurezza bocciando tout court le politiche messe finora in campo dal Pd. "Ci pare che il Partito democratico stia vagando nell'ombra della notte di una sconfitta elettorale non ancora compresa e digerita", scrive in una nota il capogruppo in Comune Giacomo Giovannini. "Dopo che sull'ipotesi del 'security manager' il sindaco Graziano Delrio è rimasto clamorosamente in mezzo al guado, il Pd si è inventato la 'task force', una sorta di 'questura ombra' a cui partecipa anche un poliziotto in servizio (Luigi Piscopo, capo della Digos), che dovrebbe avere il compito di scacciare la paura dai reggiani e che mirerebbe a una città viva e solidale".
"La delinquenza che si manifesta quotidianamente a Reggio - dice però Giovannini - è sì molto viva, ma ben poco solidale, mentre la politica del Pd è ancora ferma al buonismo dialogante". Il consigliere replica inoltre al segretario Giulio Fantuzzi, che qualche giorno fa ha sollecitato il Carroccio a far firmare dal ministro Roberto Maroni il "Patto per la sicurezza di Reggio Emilia". Il documento era già stato intavolato dal Comune con il precedente esecutivo nazionale. "Stia sereno Fantuzzi, la Lega Nord farà la sua parte, ma bisognerebbe chiedersi dov'erano il segretario del Pd e il deputato Maino Marchi quando il governo Prodi si è 'dimenticato' di firmare quel Patto per la sicurezza di Reggio che oggi viene così sollecitamente invocato".
Francesco Gerardi
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