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Baby-calciatori messi fuori rosa, scatta la protesta

Sono sei i ragazzi dodicenni, della Castellarano Calcio, che si sono visti escludere dalla possibilità di disputare il campionato. Potranno partecipare agli allenamenti, ma non sanno se giocheranno

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Baby calciatori Reggio Emilia, 17 luglio 2008 - Tecnicamente e fisicamente non pronti. Sono sei i ragazzi dodicenni, della Castellarano Calcio, che si sono visti escludere dalla possibilità di disputare il campionato di categoria. Potranno partecipare, se vorranno, agli allenamenti ma non sanno se giocheranno. Alla faccia della presunta azione formativa che lo sport deve assolutamente dare ai giovani. Possono allenarsi con gli altri – avrebbe comunicato la società ai genitori – ma in forza del loro sviluppo fisico precario rispetto agli altri si scordino di entrare in campo. Una cosa che ha fatto infuriare i genitori che hanno deciso di portare i loro ragazzi nella vicina Casalgrande, dove potranno giocare e crescere, a prescindere dalle capacità sportive.

“Una decisione che non conoscevo – dice il sindaco di Castellarano, Alberto Caprari, già atleta della Castellarano calcio – e che mi lascia basito. Gli investimenti che abbiamo fatto come amministrazione sono per tutti i ragazzi di Castellarano, non solo per quelli considerati più bravi”. “Capisco l’azione dei genitori – continua Caprari – e chiederò un chiarimento alla società. La decisione va contro lo spirito dello sport dilettantistico e mi auguro che la società ci ripensi, visto che è assurdo che dopo gli sforzi che facciamo per garantire le strutture sportive ai nostri ragazzi questi debbano poi andare fuori per potersi divertire”. “Mi meraviglio molto – dice Caprari – perché nelle strutture pubbliche dovrebbero giocare tutti, a prescindere dalle loro capacità sportive. Poi se si vince è più bello. Ma il risultato non è la discriminante e mi impegnerò perché i ragazzi di Castellarano possano avere i loro spazi nelle nostre strutture, che mirano al discorso educativo e poi, se del caso, al risultato”.

A sostituire i sei ragazzi “scarsi” sarebbero arrivati altrettanti atleti dal modenese, per garantire un campionato alla società adeguato. “Ma stiamo parlando di ragazzini di 12 anni, non di professionisti – dice Marco Galuppi, che si fa portavoce dei genitori – come si fa a dire loro, dopo 8 anni che giocano assieme ai loro amici, che sono scarsi e debbono farsi da parte”. “Mi pare – continua – una vera discriminazione. Questo è un brutto segno che ci fa chiedere cosa sta succedendo nel sociale. Dire ad un ragazzino che può allenarsi ma non potrà mai giocare è aberrante. Incredibile che si facciano scelte già a quel livello. Capirei ai 16/18 anni, ma non a danno di ragazzini che vedono il calcio non come professione ma semplice divertimento” .

  • 18/07/2008 12:41
    cristina
    Se a Castellarano Calcio i ragazzi sono esclusi dalle partite alla U.S. Reggio Calcio hanno mandato a 4 ragazzi 13enni una bella raccomandata indirizzata al ragazzo, non ai genitori!... a un ragazzino che tremava di paura perchè pensava di aver fatto chissà cosa, vedendosi recapitare, per la prima volta in vita sua, una raccomandata! che gli comunica di essere escluso dalla squadra perchè il nuovo allenatore vuole solo 18 allievi. Al Milan o all'Inter c'è piu' elasticità... Ma ci rendiamo conto di dove stiamo andando a finire? Se trattiamo cosi' il nostro futuro a soli 13 anni o 12 o forse capita anche ai piu' piccoli, chi lo sa....quale entusiasmo per la vita possiamo comunicare loro? (Una mamma molto delusa dal mondo dello sport)
  • 21/07/2008 09:00
    Vito
    Rispondo con piacere alla "provocazione" dell'articolo datato il giorno 17 luglio, sulla societa' sportiva Castellarano. Considerando il fatto che a 11/12 anni le selezioni dovrebbero solo farle chi fa professionismo. Sono molto contrario alle selezioni dei ragazzini cosi' giovani, non si danno buoni esempi. Io sono Istruttore Giovani Calciatori, e di fronte a queste cose sinceramente rimango perplesso. Penso che nel settore dilettanti dobbiamo ritrovare le dimensioni di dove si vive. Ricordiamoci che nella societa' attuale i ragazzini dobbiamo "accompagnarli" fino ad un'eta' quasi matura per non farli cadere in compagnie sbagliate. Per quanto riguarda la testimonianza della mamma delusa sulla SOCIETA' REGGIO CALCIO, penso che si commenti da sola. E vorrei dire a questa mamma che in tante societa' succede questo, solo molti allenatori non sono adatti nelle societa' dilettantistiche. saluti
  • 21/07/2008 17:50
    Nicola
    Anche io all'età di 12/13 anni ho vissuto l'esperienza di essere escluso perché considerato "scarso". Ci sono rimasto malissimo, ma questa è la dura legge del calcio. I talenti vanno avanti gli altri restano al palo. Tuttavia ci sono anche allenatori che vogliono far carriera a tutti i costi e quindi vogliono costruire una squadra forte perché quando arrivano i talent scout delle grandi squadre di serie A (per scegliere i bambini migliori) si possono mettere in mostra per entrare nello staff tecnico di una di esse. Dico alle mamme e agli amministratori comunali di castellarano che si potrebbe allestire una o più squadre alternative con il solo scopo di far divertire questi ragazzini in partite amatoriali.
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