Il Centro sportivo multa il Casina per i cori razzisti di parte dei suoi tifosi al portiere Daffe. I vertici del Vettus: "Comportamento vergognoso, la multa è un atto dovuto". Il giocatore: "Quegli scalmanati puntavano a farmi innervosire"
Vetto, 31 luglio 2008 - Non c’è pace per il Torneo della Montagna. Dopo le aggressioni ad arbitri e guardalinee, ora anche cori razzisti.
Prontamente puniti dal giudice sportivo del Csi con 150 euro di multa a carico del Casina dopo la semifinale di domenica scorsa vinta contro i bicampiones del Vettus. Questa la motivazione contenuta nel comunicato ufficiale "perché per tutta la durata della gara un gruppo di tifosi urlava frasi irriguardose nei confronti della terna arbitrale e cori offensivi con frasi irripetibili nei confronti dei tifosi della squadra avversaria; inoltre cori offensivi e offese razziali nei confronti del portiere avversario (Daffe, ndr)".
"Urla offensive nei miei confronti? Voci fuori dal coro. Lo sfogo di due o tre persone che non hanno nulla a che fare col mondo del calcio e col tifo". Oumar Daffe, 'la pertica ghanese' del Vettus, in treno verso la Puglia per raggiungere la moglie per una decina di giorni di ferie, reagisce così alla notizia della multa di 150 euro che il Csi ha inflitto al Casina "per offese razziali" nei suoi confronti.
Con la solare allegria con cui, in campo, saltella e si aggrappa ai pali in segno di gioia per una bella parata o per uno scampato pericolo, il portierone vettese prosegue: "In montagna, in due anni che gioco, non ho mai sentito cose del genere. Anzi, oltre ai miei amici e compagni di squadra, anche tutti gli altri giocatori mi hanno sempre dimostrato affetto e simpatia".
Se gli si chiede se quelle urla calunniose l’hanno condizionato, Daffe risponde: "No. Ci sono abituato. In tanti anni di pallone, ne ho sentite davvero di cotte e di crude. Mi tappo le orecchie e faccio la mia partita, cercando di dare sempre il massimo. Quegli scalmanati al seguito del Casina – sostiene – puntavano a farmi innervosire, ma non ci sono riusciti, anche se, purtroppo, abbiamo perso".
Prima di salutarci, Oumar Daffe chiede un favore al cronista: "Ringrazia i dirigenti e i giocatori del Casina perché, anche domenica scorsa, con me sono stati gentili e corretti". L’hanno presa meno bene, invece, i supporters e i dirigenti del Vettus. Per il pubblico della compagine della Val d’Enza, Daffe è un idolo, tant’è che, nella finale del Montagna dello scorso anno, sugli spalti del Centro Coni di Castelnovo Monti lo striscione più grande e variopinto recava la scritta "Daffe sei uno di noi". E lui, dopo aver parato un rigore al Casina e aver spianato così, al Vettus, la strada della conquista del secondo scudetto consecutivo, è corso davanti a quello slogan con le mani alzate in segno di vittoria e di ringraziamento. "Con quella parata decisiva - esclama il vicepresidente dei gialloverdi, Ivano Pioppi – Oumar ha fatto perdere la finale del 2007 al Casina. Il suo pubblico se l’è legata al dito e si è esibito in un’assurda e becera rivalsa sul nostro portiere, ingiuriato al grido di ‘scimmione’ e di altri termini offensivi. Non è certo il modo di vivere un torneo come il Montagna ed accade dopo che, anche nella finale dell’agosto scorso, qualcuno tra i Casinesi aveva cercato di gettare la colpa del lancio di petardi sul pubblico di Vetto". Tutt’altro discorso quello che fa Pioppi a proposito della formazione di Morani, Rastelli & C.
"Il Casina, in campo – afferma - si è battuto alla grande e si è confermata squadra di ottimo livello, in grado di vincere il titolo di campione dell’Appennino".
A detta del consigliere e responsabile dei giovanissimi del Vettus, Arturo Nobili, "il comportamento di una parte della tifoseria avversaria è stato vergognoso e il Csi, col provvedimento che ha adottato nei riguardi del Casina, ha compiuto un atto dovuto: era il minimo che potesse fare. Domenica sera – racconta Nobili – siamo andati a mangiare in una pizzeria di Vetto con tutta la squadra e Daffe era molto amareggiato. Lui, di solito allegro e chiassoso, non ha quasi parlato per tutta la cena. Si è limitato a dire che, sul secondo gol, non era uscito di pugno perché pensava che l’arbitro fischiasse il fallo per la carica ad un nostro difensore".
A detta del Direttore sportivo del Vettus e già allenatore di lungo corso, Giovanni Guazzetti, "al di là della nostra sfortuna, è andata bene che abbiamo perso la partita perché, se l’avesse persa il Casina, la situazione sarebbe degenerata". Sottolineando di non aver sentito offese specifiche contro Daffe, perché era “chiuso” nello “spazio panchina”, ma di aver sentito chiaramente slogan di tutti i tipi contro i vettesi, Guazzetti dichiara: "Noi ci siamo comportati molto sportivamente ed è stato soltanto per questo che abbiamo evitato un dopopartita dall’esito difficilmente controllabile".
di Athos Nobili
Il giocatore: "L’Italia del calcio non vince le Olimpiadi dal ’36? Noi le proveremo tutte per farcela". Sul boicottaggio dichiara: "Per alcuni sport sarebbe stato una vera crudeltà"