Michela Mazzoni, 10 anni, di Casalgrande, è un prodigio sulle punte. Ora è stata accettata dall’esclusiva Accademia della Scala e, dopo un appello lanciato dalla famiglia sul nostro giornale, si fa avanti un primo sponsor
Reggio Emilia, 6 agosto 2008 - Ha iniziato a ballare per caso. Ma appena ha mosso i primi passi di danza, la sua insegnante è rimasta strabiliata. Michela Mazzoni, 10 anni, emiliana di Casalgrande, è un prodigio sulle punte. Ha calcato prima qualche palcoscenico fra Reggio e Modena e ora, dopo una estenuante serie di prove, è stata accettata dall’esclusiva Accademia della Scala a Milano. Un sogno. E un grattacapo per i genitori.
L’iscrizione costa, ma costa soprattutto trasferirsi a Milano; Michela dovrebbe infatti seguire i corsi di danza tutti i giorni, trasferendosi sotto la Madonnina con la mamma. Come fare? Dopo un appello lanciato dalla famiglia sul nostro giornale, ecco che si fa avanti un primo sponsor.
E’ l’editore reggiano Francesco Aliberti che si è offerto di coprire la retta di Michela per i primi 5 anni della prestigiosa scuola meneghina (nel caso vengano superati, gli ultimi tre sono gratuiti). Un aiuto importantissimo per la famiglia Mazzoni. "Aliberti — fanno sapere dalla casa editrice — appena ha letto l’articolo si è subito interessato alla cosa. Un po’ per la passione delle figlie che, per dire, seguono in televisione qualsiasi cosa si occupi di danza classica e conoscono a memoria il film Billy Elliot. E poi perché ritiene che le eccellenze reggiane debbano essere aiutate a ottenere i migliori risultati in tutti i campi, in particolare in quello culturale. Giudica importantissimo poter dare una mano a questa ragazza nel suo percorso poliennale, anche alla luce del fatto che mai un’etoile della danza è uscita da Reggio Emilia".
Sandro Mazzoni, padre di Michela, è felicissimo. "Ringrazio infinitamente Aliberti, persona di grandi qualità umane oltre che molto sensibile sia all’aspetto culturale sia alle nostre esigenze familiari, e mi sento di dire grazie anche al vostro giornale per averci dato la possibilità di far conoscere il desiderio di Michela e le sue qualità. Adesso posso dire — prosegue — che siamo più sereni. Anche se una decisione definitiva non l’abbiamo presa, sapere di poter contare su un aiuto economico così importante fa pendere l’ago della bilancia verso la scelta di iscrivere la bimba".
Dal colloquio tra Francesco Aliberti e Sandro Mazzoni, è emersa l’idea di lanciare una specie di «cordata» di mecenati per permettere alla ragazzina di coronare il suo sogno. "Siamo pronti a fare di tutto per venire incontro ai desideri di nostra figlia — spiega Mazzoni —. Dovesse arrivare un altro aiuto il nostro sì è certo: non vorremmo avere rimpianti, un domani, nei suoi confronti, per non averle dato la possibilità di realizzare il suo sogno. Non siamo benestanti, ma il reddito della mia famiglia è superiore a quello massimo indicato per accedere alle borse di studio. E con Silvana, mia moglie, che dovrebbe lasciare il lavoro... Tra l’altro — conclude Mazzoni — non ci è possibile nemmeno far alloggiare Michela nel convitto della scuola: mi hanno spiegato le segretarie che, giustamente, si privilegia chi proviene da molto lontano, come il sud".
di Gabriele Gallo
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