Secondo l'indagine di AlmaLaurea i compensi dei laureati di Modena e Reggio Emilia sarebbero superiori alla media nazionale, nonchè degli altri atenei regionali. Permane una forte differenza di genere
Reggio Emilia, 29 agosto 2008 - Si riducono i tassi di disoccupazione tra i laureati di primo livello e anche tra i laureati pre riforma. L'indagine condotta da AlmaLaurea, incentrata sulla condizione occupazionale dei laureati ad un anno dal raggiungimento dell'importante traguardo segna una tendenza al miglioramento delle retribuzioni anche se permangono, nelle lauree di primo livello, marcate differenze di genere. In merito sorprendono i dati riguardanti i laureati pre riforma delle facolta' di Economia, Ingegneria, Medicina e Chirurgia dove sono le donne a guadagnare piu' dei maschi.
Per i compensi dei laureati all'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia tassi superiori alla media nazionale, nonchè degli altri atenei regionali, mentre l'apice di tale situazione é rappresentata dai farmacisti maschi pre riforma: a loro vanno, mediamente, 1.594 euro al mese. L'indagine, sviluppata tra settembre e novembre 2007, ha interpellato un discreto numero di laureati della sessione estiva 2006 delle 45 università aderenti. Nello specifico si e' appreso che il guadagno mensile di un laureato triennale, occupato, era, l'anno scorso, di 1.053 euro, 60 euro in piu' rispetto alla media italiana. Per i laureati pre riforma era invece di 1.149 euro, ovvero 124 euro in piu' rispetto a quanto percepito da un qualsiasi altro laureato italiano e delle altre universita' dell'Emilia-Romagna. Entusiasmante anche la realtà occupazionale. Sempre ad un anno dalla laurea, i disoccupati delle lauree di primo livello sono stati pari ad una percentuale del 2,7% a confronto di una media nazionale del 5,9%. Per i laureati pre riforma il tasso di disoccupazione e' stato dell'8% a confronto di una ben piu' netta media nazionale del 25,5%.
L'unico aspetto negativo, ed ancora irrisolto, risulta quindi essere il già citato mancato superamento delle differenze di genere, che anche tra i laureati penalizzano le donne rispetto agli uomini. Il gap e' di 202 euro mensili per le laureate triennali e di 269 euro mensili per le laureate pre-riforma. Per i laureati Unimore la sorpresa maggiore si ha tra quelli di primo livello, si rivela infatti uno spaccato in cui a brillare sono i laureati di Scienze della Formazione che guadagno mediamente 1.209 euro al mese, precedendo i colleghi di Ingegneria,1.141 euro mensili, di Giurisprudenza, 1.137 euro, e di Agraria, 1.126 euro al mese. Analizzando i compensi dei laureati Unimore in possesso di una laurea tradizionale pre-riforma il quadro cambia profondamente e a svettare sono i laureati di Ingegneria, 1.341 euro al mese, seguiti da quelli di Farmacia, 1.332, e da quelli di Medicina e Chirurgia, 1.275.
Soddisfatto il commento del rettore Gian Carlo Pellacani: "Una conferma non solo per le qualita' e le capacita' dei nostri laureati, attestate anche dal tempo di permanenza all'Università, generalmente molto piu' breve di quella registrata negli altri Atenei". Il pensiero del rettore va poi "alle tante famiglie dei nostri studenti cui sappiamo di chiedere grandi sacrifici. Vogliamo tranquillizzarle- assicura Pellacani- che sono ben ripagate non solo per il rendimento garantito dai ragazzi durante gli studi, ma anche dalle maggiori certezze di trovare sbocchi occupazionali in grado di mettere presto a frutto le competenze e le professionalità acquisite dai loro figli".
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