Il soggiorno in Puglia è diventato un incubo per una ragazzina reggiana che ha subìto abusi durante una serata di fine agosto. La giovane ha sporto denuncia
Reggio Emilia, 25 settembre 2008 - Violentata a 16 anni da un animatore del villaggio turistico dove era in vacanza con la famiglia. E’ questa la terribile esperienza che una ragazza reggiana ha riferito di aver subito tre settimane fa in Puglia, a conclusione di una serata trascorsa in allegria con gli amici sulla spiaggia. L’adolescente, che ha sporto denuncia contro il giovane - da lei conosciuto solo di vista - è ancora sotto choc. Uno psicologo la aiuta a superare le pesantissime conseguenze. Il presunto aggressore è stato querelato ed è a piede libero. L’arresto, in questi casi, è facoltativo: probabilmente la magistratura della città pugliese sotto la cui giurisdizione è avvenuto il presunto stupro non ha ritenuto esistessero estremi di di reiterazione del reato, valutazione, questa, contestata dai legali della ragazza. Non è dato sapere se e quali spiegazioni il giovane abbia fornito agli inquirenti.
Il dramma - secondo le scarne informazioni che è stato possibile ottenere - si è consumato nello spogliatoio di un’arena utilizzata a teatro per le rappresentazioni, i giochi e le feste organizzati al villaggio turistico della località balneare. La ragazza era giunta là da Reggio coi familiari una settimana prima. La vacanza era stata tranquilla e piacevole. Fino alla allucinante serata di fine agosto. Dopo lo spettacolo serale, una compagnia di ragazzi e ragazze ha deciso di concludere la serata in spiaggia portando da bere: c’erano pure la sedicenne reggiana e l’animatore di cui la ragazza conosce solo il nome. Verso mezzanotte lui le ha proposto di fare una passeggiata. Non c’era alcun motivo di preoccuparsi, ha spiegato lei nella denuncia, per i semplici motivi che quel giovane era un animatore del villaggio e fino a quel momento si era sempre comportato in maniera cortese. Insieme i due sono arrivati fino a una cabina di dimensioni ridottissime dietro il teatro. Nessuna proposta, ha dichiarato la ragazza, le era stata fatta dall’animatore durante il tragitto, nessun tentativo di seduzione o avance. Ma una volta condotta la ragazza nella cabina-spogliatoio, l’animatore si trasforma.
Mi ha messo le mani addosso, questo in sintesi il racconto, ha cercato di baciarmi poi mi ha bloccato con le braccia. Io, riferisce ancora lei, sono rimasta paralizzata dal terrore, non avevo la forza di urlare; lui mi ha mollata un attimo per indossare il profilattico, io ho tentato di fuggire ma quello mi ha bloccato di nuovo con brutalità. Ed è stata violenza, riferisce la giovane. Che poi, per tutta la notte, in stato di profonda prostrazione non ha riferito a nessuno quanto il suo dramma. Solo la mattina dopo la madre ha capito che qualcosa di strano era accaduto e le ha strappato il racconto. Poi la denuncia e le visite mediche, compiute sia in Puglia che a Reggio.
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