Oggi la giunta regionale delle Marche si ritroverà a discutere del documento per l'ormai famoso passaggio dei sette comuni dell'alta Valmarecchia e i due della Valconca (Sassofeltrio e Monte Copiolo) in Emilia Romagna. Il parere delle Marche sbloccherà l'iter e la parola passerà al Parlamento
Rimini, 18 febbraio 2008 - Il primo atto ufficiale della Regione Marche sul passaggio all’Emilia-Romagna dei 7 Comuni della Valmarecchia è previsto nella riunione odierna della giunta regionale. Dove sarà presentato e votato il documento che poi verrà proposto al consiglio per l’ormai famoso - nonché atteso da tempo - pronunciamento regionale sulla cosiddetta secessione.
I tempi che si allungavano oltre misura e la spinta dei territori interessati al passaggio di Regione, hanno convinto maggioranza e giunta di centro-sinistra a pronunciarsi prima delle elezioni. "Vogliamo sapere cosa pensano e come si muoveranno i partiti marchigiani", è stato il leit-motiv del comitato del Sì. Anche e soprattutto in vista delle elezioni politiche. Con questo dato di partenza, la giunta guidata da Gian Mario Spacca si troverà a muoversi su un crinale stretto: non potrà, ovviamente, acconsentire alla mutilazione di un territorio regionale che è così dall’unità d’Italia, ma non potrà neanche mettersi in una posizione di scontro con gli umori secessionisti dell’alto pesarese.
Istituzionalizzati dal quorum conquistato nel referendum dei 7 Comuni della Valmarecchia prima, e di quelli della Valconca poi (Montecopiolo e Sassofeltrio hanno già votato per il sì, Montegrimano e Mercatino Conca lo faranno il 9-10 marzo). «Sarà un documento articolato», sottolinea Mirco Ricci, capogruppo del Pd. Un documento con una grande premessa legata alle richieste del territorio marecchiese, alle problematiche di confine esistenti ed alle soluzioni possibili in una sorta di integrazione funzionale, oltre che economica, con l’Emilia-Romagna.
Si darà atto dell’attuale situazione geografica-istituzionale, con la Valmarecchia divisa esattamente a metà tra Pesaro e Rimini. Una sorta di ulteriore impegno programmatico del consiglio regionale verso quelle popolazioni. La soluzione, ovviamente, non sarà quella del distacco e del sì alla secessione. Saranno citati i diritti del resto della popolazione marchigiana, l’importanza dei confini, la solita dichiarazione delle «Marche regione al plurale» e, soprattutto, la revisione del meccanismo costituzionale e referendario di distacco dei territori già presentato alle Camere dal governo uscente ed altro ancora che verrà reso pubblico oggi. L’idea è quella di votare questo documento e "di depotenziare le manovre demagogiche del centro destra", dice Mirco Ricci.
E’ noto che Forza Italia, da tempo e soprattutto con il vice-presidente del consiglio regionale Roberto Giannotti, è per dare un parere positivo al passaggio della Valmarecchia all’Emilia-Romagna. Mentre l’Italia dei Valori ha eletto proprio ieri mattina Gianfranco Borghesi di Novafeltria, leader del comitato del Sì e reduce dalle primarie del Pd, a segretario regionale del partito, con tanto di probabile candidatura al parlamento. Dovrebbe essere un leader marchigiano ma in realtà aspira a diventare romagnolo...
Luigi Luminati
Divise nuove del Comune per i 40 volontari che tutti i giorni coordinano il traffico negli attraversamenti pedonali. Erano partiti operando nell’ambito del progetto 'Andiamo a scuola da noi' che coinvolge gli scolari ed hanno finito per assicurare un servizio per i pesaresi di tutte le età