Rimini, 1 aprile 2008 - Continua a correre l’inflazione a Rimini. Anzi, galoppa, più che nel resto d’Italia. E anche questa purtroppo non è una novità. A marzo il costo della vita a Rimini, secondo i dati rilevati dall’osservatorio dei prezzi del Comune, è aumentato dello 0,5% rispetto a febbraio, e addirittura del 3,4% rispetto al marzo 2007, mentre l’Istat ha registrato a livello nazionale un tasso inflattivo del 3,3%.
A Rimini insomma la vita cresce a ritmi da record. E la colpa, nell’ultimo mese, è stata soprattutto della benzina e dei combustibili. Che hanno fatto registrare un incremento pari al 3,5% solo nell’ultimo mese. In un anno (cioè dal marzo 2007) i carburanti sono cresciuti invece del 14,3%. Insomma, è stato un disastro, anche se i prezzi della benzina a Rimini possono cambiare tantissimo da una stazione di servizio all’altra. E girando un po’, si riesce ancora a risparmiare come ben testimoniano le file alle pompe più vantaggiose.
In ogni caso il ‘caro petrolio’ si è fatto sentire: in alcune pompe il prezzo per la verde al ‘fai da te’ è schizzato addirittura a 1,4 euro, contro una media pari all’1,37 (centesimo più centesimo meno). E per questa settimana sono previsti nuovi aumenti. Ma la benzina non è l’unica a crescere: il costo per un biglietto aereo è aumentato del 15,4%. E in generale tutto il settore dei trasporti ha fatto registrare il maggior incremento: più 1,7% in un solo mese, il 6% dal marzo.
In crescita a marzo anche i prezzi di hotel e ristoranti. C’è da ricordare che marzo, con la Pasqua di mezzo, è stato il mese che ha dato il via alla nuova stagione turistica. Ma i dati forniti dal Comune smentiscono chi in queste settimane ha ripetuto che non ci si sono stati aumenti per il settore alberghiero e della ristorazione, che invece a marzo ha subito un incremento dello 0,9%, e rispetto un anno fa ha visto i prezzi crescere del 5,1%. In particolare i maggiori aumenti rilevati sono stati quelli per le tariffe di bar e ristoranti, i cui prezzi sono saliti dell’1,5% in un solo mese. Sono inoltre cresciuti i pacchetti vacanze: le formule ‘tutto compreso’ hanno registrato un incremento pari al 3,3%, coi prezzi ritoccati in tempo per la Pasqua.
Ma per Ennio Sanese, presidente provinciale di Confcommercio, "è pericoloso parlare di aumenti generalizzati, specie nella ristorazione. Dai dati che abbiamo noi, ci sono, è vero, locali che hanno aumentato i loro prezzi, e altri invece che si sono orientati verso un contenimento delle tariffe. Basta ricordare come si stanno comportando alcuni ristoranti, come la pizzeria Piccinelli di via Saffi (che promuove, per una serata, la pizza a partire da 1 euro) e altri locali che hanno avviato promozioni simili. Senza dimenticare che le bollette sono cresciute per tutti, anche per i ristoratori. C’è insomma chi ha aumentato i prezzi, e che li ha diminuiti...".
Continua poi la costante ascesa dei prezzi di pane, frutta, ortaggi e alimentari in genere. A marzo gli ortaggi sono cresciuti del 2% (+6% nell’ultimo anno), la frutta dello 0,8% (+6,2%), pane e cereali ‘appena’ dello 0,7%, ma rispetto a un anno fa l’aumento è stato addirittura del 7%. In leggero calo il prezzo al consumo per la carne (-0,4%) che però rispetto al marzo 2007 è decisamente più cara: +4,5%.
L'inflazione insomma si fa sentire, anche se alcuni settori a marzo non hanno risentito di aumenti. Ferma la spesa per le bevande alcoliche, per mobili e tutto il settore degli articoli della casa, e ancora per l’istruzione, che però, rispetto a un anno fa è più cara del 2,5%, e del 4,2% rispetto al 2006. E anche dalle bollette, nell’ultimo mese, non sono arrivate per fortuna grandi sorprese. Secondo le rilevazioni dell’osservatorio, a parte i combustibili per il riscaldamento (+ 1,9%), il prezzo per luce, acqua, gas e elettricità è aumentato in media dello 0,1%.
Ma rispetto a un anno, le bollette sono aumentare del 4,6%. In leggero aumento o a marzo anche il costo di scarpe e vestiti (+0,2%), e le spese per la sanità e per la salute (+0,2%). Si sono fatte decisamente più care le parcelle dei dentisti (+1,2%), mentre i medicinali, grazie anche alle tante parafarmacie presenti a Rimini, continuano a diminuire (-0,4%).
Manuel Spadazzi
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