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GUERRA AI BAZAR DEL LUNGOMARE

Chi non si allarga è "invenduto"

Una proposta comunale per la riqualificazione commerciale della fascia a mare. Melucci illustra l'indicazione amministrativa che stabilisce una superficie minima di vendita commerciale nella zona mare del Comune di Rimini, di 50 metri quadri
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Maurizio Melucci Rimini, 23 aprile 2008 - La norma anti-casbah. Non si tratta, ovviamente, del nome ufficiale. Ma è questo l’obiettivo della proposta per la riqualificazione commerciale della fascia a mare, sulla quale "vuol lavorare da qui in poi l’amministrazione comunale con le associazioni di categoria". Ne ha spiegato il senso il vicesindaco e assessore al Turismo, Maurizio Melucci, l’altra sera all’Holiday Inn. Quando è stata illustrata a un folto pubblico l’indagine del Turiscopio svolta tra fine agosto e inizio settembre da Ascomfidi e Promozione alberghiera su oltre 620 attività commerciali e pubblici esercizi, da piazzale Boscovich a Miramare.

 

"Si potrebbe introdurre un’indicazione amministrativa — ha spiegato Melucci — che stabilisce una superficie minima di vendita in 50 metri quadrati per le attività poste sugli assi commerciali a mare. Con l’avvertenza che questa disposizione si applicherebbe nel momento in cui si verifica un cambio di gestione". Il vantaggio? "E’ lampante — spiega il vicesindaco — come una norma di questo genere metterebbe un freno agli eccessi di turnover gestionale - oggi fenomeno in crescita - che non favorisce certo gli investimenti sulla riqualificazione. Che è invece una questione pressante. E metterebbe un freno alla pressione della rendita immobiliare, favorendo gli accorpamenti di superfici".

 

Melucci cita poi i dati del Turiscopio sul commercio in prima linea: l’87% non ha l’immobile di proprietà ma è in affitto; il 75% ha una superficie di vendita inferiore a 50 metri quadri; il 49% fa apertura annuale e di questi il 60% ha una estensione superiore a 50 metri quadri. «Da questi numeri — dice Melucci — è palese la frammentazione delle attività commerciali: solo il 13% degli esercenti è anche proprietario dei muri del negozio, la destagionalizzazione ha sostenuto un processo di adeguamento e aumento delle superfici». Inoltre, si potrebbe accedere a fondi regionali ed europei.

 

E la proposta Melucci ha subito trovato favori tra la Confcommercio. "Lo diciamo da tempo: una soluzione va trovata, proprio come s’è fatto in passato per gli alberghi — dice Ennio Sanese, presidente provinciale di Confcommercio — I negozianti devono diventare proprietari dei locali dove operano, altrimenti non hanno né interesse né voglia d’investire. E per far questo, una norma come quella proposta dal vice sindaco Melucci è sicuramente degna di essere valutata e approfondita".

 

Ma la Confcommercio va oltre. E ieri Sanese, agli oltre 50 esercenti presenti all’incontro, l’ha detto chiaro e tondo: "Occorre riunire intorno a un tavolo commercianti, proprietari di immobili, il Comune e le categorie, per individuare alcuni tratti di lungomare in cui avviare una riqualificazione vera. Penso a tutto il tratto tra il porto e piazza Marvelli, dove i project financing dovrebbero ridisegnare il volto del lungomare, ma anche ad altre zone dal notevole flusso turistico, a Torre Pedrera come nella zona di Rimini sud. Anche grazie al contributo dell’amministrazione comunale, in queste zone cercheremo di aiutare i negozianti in affitto ad acquistare i locali, e a consentire loro quel rinnovamento e quella riqualificazione che sono necessari".

 

Una proposta concreta, che tanto Sanese quanto Gianfranco Simonetti, il presidente comunale di Confcommercio, porteranno avanti coi loro associati. Anche perché così non si può davvero continuare. Anche per Mirco Pari, il responsabile provinciale di Confesercenti. Che sottolinea «il problema dell’inadeguatezza della rete commerciale, rimasta agli anni ’70», e aggiunge: "Va trovata sicuramente una soluzione, anche se non so quanto la proposta del vincolo sulle dimensioni sia davvero la più adeguata, e sia inattaccabile giuridicamente. Ne discuteremo a breve, nella commissione apposita". "Gli organizzatori mi hanno invitato — tuona Gioenzo Renzi, consigliere di An-Pdl — ma non m’hanno concesso la parola quale intervento fuori programma, come è stato per l’assessore Biagini e altri".

Mario Gradara, Manuel Spadazzi










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