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LO SGOMBERO

Il Paz manifesta sotto al Municipio
"Abbiamo tanti luoghi dove andare"

Il giorno dopo lo sgombero, i ragazzi si ritrovano in piazza Cavour e lasciano intedere che occuperanno un'altra sede. "Abbiamo resistito e comunque la decisione dello sgombero è una violenza"

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Laboratorio Paz Rimini, 10 giugno 2008 - Il giorno dopo lo sgombero, i ragazzi del Laboratorio Paz si sono ritrovati davanti al Comune di Rimini per dare la loro versione dell'evacuazione dell'ex scuolina di via Montevecchio e annunciare che non intendono fermarsi. Non ci sono stati colpi o feriti ieri mattina ma "comunque abbiamo resistito e comunque la decisione dello sgombero è una violenza", spiegano la quindicina di ragazzi presenti.

 

Sottolineano in particolare che si tratta della prima azione del genere compiuta da un'amministrazione di centro-sinistra da quando si è insediato il nuovo governo e annunciano la loro attenzione di dare la massima diffusione dell'evento, anche a livello nazionale. Per il prossimo futuro i ragazzi confermano le serate e presentazioni di libri già in calendario e lasciano intendere che occuperanno un'altra sede.

 

L'edificio di via Montevecchio è stato chiuso con legno e stucco ma "la città di Rimini ha tanti luoghi dove andare, un posto lo troveremo- spiegano-. Non possiamo pagare l'affitto e le utenze di un capannone industriale" perché, argomentano, così non si potrebbe mantenere i prezzi bassi degli eventi culturali. Gli ex occupanti si scagliano poi contro l'intera Sinistra arcobaleno che "non ha fatto nulla perchè questa esperienza potesse continuare" e contro l'ordinanza di sgombero.

 

"E' doppiamente vigliacca - attaccano- perchè indirizzata all'unico residente e incentrata su motivi tecnici e ambientali mai verificati". Gli ex occupanti hanno portato uno striscione con la scritta "Il Paz non è qui, il Paz è ovunque" davanti all'ingresso del Municipio, dove sono raggruppati anche una decina di vigili. I ragazzi tengono a replicare alla "baggianate" dette sul centro sociale nelle ultime settimane.

 

Ribadiscono che lo sportello dell'associazione Rumore sinistra "non prende una lira dal Comune", mentre le lampade e serre trovate ieri dalle forze dell'ordine erano destinate all'orto: pomodori, zucchine e peperoncini che i ragazzi intendevano coltivare anche d'inverno. Altro che attrezzature per far crescere sostanze stupefacenti, spiegano, "è un tentativo di delegittimazione" che paragonano alle armi presentate dalle forze dell'ordine alla stampa all'indomani del blitz alla scuola Diaz durante il G8 di Genova.

 

Rivendicano inoltre i servizi svolti nei quasi quattro anni di occupazione dell'ex scuolina, dallo sportello di informazione per gli immigrati al ruolo di "casa di prima accoglienza" svolto per un paio di persone senza tetto.  Ma secondo loro, la risposta dell'amministrazione non è stata altra che di "criminalizzare" il Paz.
 










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