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RICCIONE

Suv bloccato e 'affondato' dopo la corsa in riva al mare

Traditi dalla bassa marea, ignoti sono finiti con l'acqua alla gola, tentando di guidare alla James Bond. Il proprietario dell'auto afferma: "Me l'hanno rubata". Gli uomini della Capitaneria affiancati dai vigili urbani, hanno impiegato quattro ore per tirare la macchina a riva

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Il suv in mare Riccione, 5 luglio 2008 - Pensavano forse di guidare l’auto di James Bond, ma sono finiti con l’acqua quasi alla gola. Gli autori dell’impresa sono per il momento ignoti. L’unica certezza è il fuoristrada scoperto ieri alle 6.30 del mattino all’altezza del bagno 104. La segnalazione arriva dal bagnino che chiama i carabinieri, che a sua volta allertano la Capitaneria di porto.

 

Il Grand Cherokee è praticamente sprofondato, a una quindici metri dalla battigia. L’acqua raggiunge i finestrini, nessuna traccia del conducente. Che verrà rintracciato solo più tardi, un quarantenne riccionese, Fabrizio U., che cade dalle nuvole: "L’auto era parcheggiata sotto casa, me l’hanno rubata". Gli uomini del comandante Saverio Trani, carte alla mano, provano a ricostruire le fasi del naufragio.

 

Chi guidava si è avventurato in piena notte sulla sabbia, a pochi passi dalla riva. Complice la bassa marea, meno 45 centimetri rispetto la media mare. Ma qualcosa va storto, il fuoristrada affonda nel terreno sabbioso. Il conducente accelera, ma l’auto si impantana. Intanto il mare sale, a chi è alla guida non resta che scendere per evitare di fare la fine del topo. O del pataca, come suggeriscono i soccorritori.

 

Ma questo avviene prima che inizino le operazioni di recupero. Gli uomini della Capitaneria ce la mettono tutta. Legano l’auto alle cime, ma il fuoristrada ha le portiere chiuse e le ruote bloccate. Chiamano i vigili urbani, per tentare di tirarlo a riva legandolo alle jeep utilizzate per il servizio antiabusivismo. Niente da fare. Intervengono i vigili del fuoco, ma la macchina sembra ancorata al fondo. Per smuoverla occorre un mezzo ma è parcheggiato a Pesaro.

 

La situazione si sbocca solo con l’intervento del caterpillar di Hera, che alle 10 del mattino trascina l’auto fuori dalla secca e la trasporta fino a piazzale Azzarita. Viene rintracciato il proprietario, convocato in Capitaneria per l’interrogatorio. Prima di andarci passa dai carabinieri per presentare denuncia di furto. "Non so niente di gite in riva al mare — dichiara — qualcuno mi ha rubato la macchina". Una spiegazione che non gli evita la multa di mille euro che la Capitaneria, in attesa che si concludano gli accertamenti, gli consegna poche ore dopo.

 

 









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