Voleva soldi come risarcimento per una testimoinianza a suo carico: arrestato dai carabinieri di Cattolica. A Saludecio, invece, è stata emessa una denuncia nei confronti di un uomo che deteneva illegalmente cartucce per fucile nell'armadio
Cattolica, 15 luglio 2008 - Lesioni personali e tentata estorsione: sono questi i capi d'accusa che hanno giustificato l'emissione dell'ordinanza cautelare emessa dal Gip di Rimini nei confronti del quarantottenne meranese Raffaele De Vito. La vittima era un napoletano coetaneo del De Vito, al quale quest'ultimo chiedeva denaro in qualità di 'risarcimento' per un precedente arresto in quanto riteneva dovuto alle testimonianze rilasciate dalla vittima. Numerose le minacce di morte collezionate dal napoletano, così come le gravi ferite riportate a causa di un coltello da cucina utilizzato nelle operazioni di estorsione da De Vito.
In azione anche i militari di Saludecio che alle ore 9 di stamane hanno denunciato a piede libero un uomo di 38 anni con l'accusa di omessa custodia d'armi. Durante la perquisizione dell'abitazione dell'uomo, nascoste nell'armadio della camera da letto, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 14 cartucce da caccia di diverso calibro.
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