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LA CRISI DEL RIMINI

Selighini conoscerà il suo destino

I dirigenti del Rimini decideranno sulle sorti solo dopo il faccia a faccia con l'allenatore di Novafeltria che, dopo sette giornate di campionato, potrebbe lasciare la panchina ai costosi Mondonico o Mutti o ai probabili Somma e Tesser

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Selighini Rimini, 6 ottobre 2008 - Ore di riflessione per cercare di prendere la decisione giusta. Poi oggi ci sarà l’incontro decisivo, quello fra i dirigenti del Rimini ed Elvio Selighini, quello che potrebbe far proseguire l’avventura dell’allenatore di Novafeltria sulla panchina del Rimini o che invece potrebbe portare al divorzio dopo sette giornate. I dirigenti biancorossi sono davanti alla decisione più difficile delle ultime stagioni, divisi fra la consapevolezza che Selighini non sia l’unico colpevole di una situazione praticamente disastrosa (con la cinquina subita ad Ancona i biancorossi hanno praticamente toccato il fondo) e la consapevolezza che il gruppo abbia dato dimostrazione sul campo di non seguire le direttive del tecnico. Così è, magari amaramente, ma lo è. Perchè alla fine, giusto o sbagliato che sia, ad aver ragione sono sempre i giocatori (anche se rimediano figure pessime) e a pagare è quasi sempre l’allenatore che pure qualche responsabilità ce l’ha.

 

Ecco perchè la decisione è difficile ed è resa ancor più tormentata dal fatto che con tutta probabilità — ma ancora manca l’ufficilità — il Rimini non scenderà in campo nei novanta minuti di domenica prossima contro il Brescia al «Neri». Infatti, la società lombarda fra oggi e domani chiederà il rinvio del match dovendo salutare diversi giocatori impegnati con le rispettive Nazionali. Uno stop del campionato che, se da una parte potrebbe servire a Selighini per rimettere in carreggiata il gruppo, dall’altra potrebbe essere utile al nuovo tecnico per prendere in mano la situazione.

 

Tutto sarà chiarito nella chiacchierata di oggi nella quale mister Selighini certamente parlerà chiaro con i propri dirigenti, assumendosi le responsabilità (come del resto ha sempre fatto), ma anche facendosi le proprie ragioni perchè qualcosa che non quadra c’è e non può essere imputato tutto al tecnico come qualcuno vorrebbe. Inevitabilmente i dirigenti di casa Cocif in questo momento hanno sondato anche il mercato degli allenatori disponibili e sono tanti, alcuni costosi, altri meno.

 

Emiliano Mondonico e Bortolo Mutti sono due dei mister che piacciono, ma rientrano nella categoria dei ‘costosi’, mentre sembra economicamente più facile arrivare a Mario Somma o ad Attilio Tesser. Comunque sia, è certo che nello spogliatoio del Rimini, quello dove attualmente regna un’anarchia ingiustificata, serve un ‘pugno di ferro’, tanto per ripristinare un po’ di gerarchie che sembrano perse. La squadra senz’anima che si è vista sabato ad Ancona e che si era presentata, anche se meno clamorosamente, pure in precedenza con il Sassuolo è il chiaro sintomo che qualcosa nel gruppo biancorosso si è rotto. Ora l’importante è capire se quello in cui il Rimini è arrivato è un punto di non ritorno, o se ci sono i margini per rimettere insieme i cocci e ripartire con le potenzialità che questa squadra per tutti aveva nel mese di agosto e che non può aver perso con l’arrivo dell’autunno.
 

Donatella Filippi










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