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IL PERSONAGGIO

E’ riminese il superman della Marina

Può operare in mare, cielo ed anche nelle profondità marine, non è 'Rambo', ma il Tenente di vascello David Ilardi, nato a Rimini 34 anni fa ed attualmente residente a la Spezia. E' palombaro, sub, comandante di navi, pilota d'aereo e d'elicotteri

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Comandante David Ilardi (Foto omaggio) Rimini, 27 novembre 2008 - Un mare di specialità. In acqua. Sotto. E poi in aria. David Ilardi, riminese, è tra gli uomini di punta della Marina Militare: Comandante di nave, pilota d’elicottero e sommozzatore. Meglio: sub che disattivava le mine sotto i fondali. A 34 anni è Tenente di Vascello ed è al timone della Gorgona, un bolide varato nell’87.

 

Quella comandata da Ilardi è un’unità impiegata per supporto logistico alle missioni, rifornimento e trasporti. Il curriculum è da urlo: dal ‘90 al ‘93 frequenta il collegio navale 'Morosini' di Venezia. E’ lì che si diploma. Nel ‘94 è ammesso all’Accademia Navale di Livorno, nel ‘98 fa il tirocinio a bordo di Nave Anteo e poi a Comsubin ottiene l’abilitazione di palombaro e sommozzatore. Col grado di Sottotenente di Vascello viene destinato al reparto pronto impiego del gruppo operativo subacquei di Comsubin fino al 2001.

 

Per un anno frequenta il corso di pilotaggio negli States: consegue i brevetti di pilota militare di aereo e pilota d’elicottero. Dal 2005 al 2008 viene assegnato al reparto eliassalto del Primo Gruppo Elicotteri di Luni-Sarzana. Viene impiegato come pilota nell’Operazione Leonte in Libano e in Afghanistan (Herat). Non solo militare: David Ilardi è ingegnere elettronico e dottore in scienze marittime navali. Ilardi, dall’8 settembre scorso lei è al comando della Gorgona..."Sono in porto, a La Spezia. E’ un’esperienza di responsabilità. La Marina ha deciso di affidarla a me".


Quanti uomini ha sotto di lei?
"Trentadue".
Che cosa trasporta la sua nave?
"Dalle munizioni, ai siluri, all’armamento. E non solo: supporto logistico alle missioni anche in ambito internazionale, rifornimento di acqua e combustibile ad altre navi od isole, trasporto di materiale alla rinfusa o in pallets".


Lei ora è in mare. Ma è stato anche in cielo. E sott’acqua. Come le è venuto in mente di scegliere questo mestiere?
"Da piccolo volevo fare il pilota di elicottero. In terza media, alle Panzini, ci scrivevo dei temi. In quegli anni, poi, c’erano film sui top gun. A 16 anni i miei amici chiedevano il motorino. Io ho chiesto alla mia mamma di fare il corso di paracadutismo".


Cominciamo con Ilardi palombaro...
"Mi sono specializzato nella disattivazione delle mine".
E ne ha disattivate?
"Eccome. Ricordo la bonifica del lago di Garda. Gli aerei americani, durante la guerra nell’ex Jugoslavia, ci sganciavano gli ordigni (è stato uno sgancio di emergenza: non era la normalità!). Poi sono stato imbarcato sui cacciamine".
Quanti anni aveva?
"Ventisei".


Poi come è proseguita la sua vita?
"Torno da un corso negli States. E, durante una delle decine e decine di visite accurate, un neurologo mi trova qualcosa che non va nell’elettroencefalogramma. Feci esami su esami. Fatto sta che non ho potuto più immergermi".
E dal mare è passato all’aria...
"Certo".


Lei è sempre in giro per il mondo. Dove abita ora?
"A La Spezia. Ho una casa. A Rimini ci sono mamma e sorella. Ci vado nelle vacanze. Comunque la mia città è Rimini".
Dove ha studiato?
"L’elementari le ho fatte alle XX Settembre. Le medie alle Panzini.Il biennio di liceo all’Einstein (prima di andare al Morosini)".


Cosa fa quando è a Rimini?
"Vado al mare al bagno 60, vicino a piazzale Pascoli. Ho una compagnia di amici, un po’ mista".
Uno come lei ha il tempo di fidanzarsi? O sposarsi?
"Sono in cerca della persona giusta. E senza fretta. Meglio soli che male accompagnati. Mi piacerebbe, ma quando trovo quella che dico io".

Giorgio Guidelli










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