CARABINIERI
Escalation di furti e rapine
più pattuglie e posti di blocco
Tutti i comandanti di stazione a rapporto dal comandante, il colonnello Luigi Lastella. I furti sono stati 5.239, in crescita del 15%, come pure i reati contro il patrimonio. Contrasto al crimine che avverrà con maggiori controlli e posti di blocco
Rovigo, 5 marzo 2008 -
Una task force contro i furti. E’ quanto è stato deciso ieri mattina dall’incontro che si è tenuto nella sede del Consorzio di bonifica di piazza Garibaldi, a Rovigo, dove il comandante provinciale dell’Arma, il colonnello Luigi Lastella, ha incontrato i comandati delle 28 stazioni polesane assieme ai responsabili delle tre Compagnie di Castelmassa, Rovigo e Adria ai comandanti di Nor, Reparto operativo e Nucleo investigativo. Un incontro che è servito a fare il punto su quella che diventata una vera e propria piaga per il nostro territorio e che vede i carabinieri impegnati nella prevenzione assieme alle altre forze dell’ordine, sotto il coordinamento del prefetto Bruno Sbordone.
I militari dell’Arma hanno deciso che verranno rafforzati i posti di blocco e i controlli con un pattugliamento ancora più capillare del territorio. L’unico modo per arginare quello che, per molti cittadini, è sentito come uno dei problemi maggiori. E a parlare sono i dati. Lo scorso anno, infatti, in tutto il Polesine, sono avvenuti 5.239 furti di cui 3.635 rilevati dai carabinieri. Una cifra in deciso rialzo rispetto a 12 mesi prima, se si pensa che i reati contro il patrimonio rilevati dai militari sono stati il 15 per cento in più.
Ma il summit dei carabinieri è servito anche per fare il punto sull’integrazione degli stranieri a Rovigo e provincia — circa 10.700 — e le cifre emerse sono piuttosto interessanti. La comunità più numerosa, infatti, è quella marocchina con 2.371 immigrati che si sono ben integrati. Qualche difficoltà in più per i cinesi che, ultimamente — eccezion fatta per i 2.041 regolari — stanno creando qualche difficoltà ai carabinieri, contribuendo notevolmente al fenomeno dell’immigrazione clandestina. Albanesi e rumeni, invece, in particolare gli zingari, sono i maggiori clienti dell’Arma per quanto riguarda i furti. In provincia, ad ogni modo, quella albanese è la terza comunità per numero e tocca quota 1.682. I romeni, invece, sono 673 seguiti — parlando dal punto di vista numerico — da nigeriani (479), ucraini (460), serbi (422), moldavi (348), tunisini (244) e polacchi (235).
I carabnieri, infine, hanno fatto il punto sul problema rapine , in sostanza divisibili in due tipi: quelle commesse da ‘professionisti’ come è avvenuto poche settimane fa all’Unicredit di viale Porta Po e quelle da chi ha bisogno urgente di denaro, magari per acquistare della droga. Le prime, in sostanza, sono commesse da malviventi che vengono da fuori provincia e puntano a grossi bottini per poi tornare da dove sono venuti mentre le seconde sono spesso compiute da polesani, in molti casi alla disperazione.
di Marco Signorini