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"Occorre un albo anche per le attrici a luci rosse"

La pornostar polesana Federica Zarri presenta la bozza di legge sulla riforma del mondo hard: "Si torni a girare in Italia" Commenta
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Federica Zarri - pornostar polesana in politica Rovigo, 1 aprile 2008 - NON ENTRERÀ nel prossimo Parlamento perché il suo nome non è stato inserito tra le liste e, forse, questo un po’ le dispiace ma non rinuncerà certo a far politica. Sempre dalla parte del centrodestra e dei Circoli della Libertà, orgogliosa di presiederne uno: quello di Lecco. Intanto, però, la pornostar rodigina Federica Zarri, presenta la sua riforma del mondo dell’hard. Una riforma ‘epocale’ che, soprattutto in caso di vittoria del Pdl, la 30enne polesana cercherà di far approvare perché, per l’attrice hard, è uno dei temi che sta più a cuore degli italiani. Più addirittura di Alitalia...

«OCCORRE una revisione completa delle attuali leggi — spiega al nostro giornale la nota attrice che, per anni, prima di entrare nel mondo dell’hard e trasferirsi in Lombardia, si è guadagnata da vivere facendo la benzinaia a Rovigo —. Una riforma completa dalle case di produzione cinematografica, alle attrici, ai locali notturni, alle fiere del sesso e alle chat line». Un programma ambizioso che punta soprattutto a «tutelare chi lavora professionalmente ed espellere chi non ha i requisiti morali». Insomma, per la Zarri c’è un’etica professionale anche nel porno. «Sarà importante rivedere la legge che vieta di girare film hard in Italia — annuncia la Zarri —. La pornografia non è la pedofilia. Occorre che la maggioranza delle forze politiche trovino un punto d'incontro».

UNA PROPOSTA «epocale» che, però, visti anche i ‘precedenti’ delle scorse legislature su argomenti dove a prevalere è la concezione personale di etica e morale, potrebbe portare a qualche malumore all’interno del centrodestra — pur privo dell’area più centrista rappresentata dall’Udc — come già è accaduto nel centrosinistra.
Ma la Zarri non si arrende e va avanti con la sua proposta. «I film porno — osserva infatti l’attrice — devono essere sotto il controllo del Ministero dei Beni Culturali e devono avere finanziamenti pubblici come i film tradizionali, ormai in crisi da tempo». Un’idea che potrebbe vedere la condivisione della parte laica di entrambi gli schieramenti ma che — non serve Nostradamus per prevederlo — non sarebbe facile da far digerire ai cattolici di Pd e Pdl.

«LE ATTRICI, solo le più professionali, devono superare un esame, essere iscritte all'Albo e pagare le tasse — continua intanto la Zarri illustrando la sua proposta di riforma —. I locali devono essere in regola sulle assunzioni delle straniere, le fiere erotiche non potranno essere organizzate da chi ha pendenze o condanne penali e le chat line regolamentate. Ho stilato oltre 200 cartelle e di divieti».
Un lavoro certosino da presentare ai leader del centrodestra con cui l’attrice polesana spera di «poter cambiare questo settore».

MA UN PO’ di amarezza nella Zarri c’è. «Non sono stata candidata alle elezioni — dice — e spero che ciò non si riveli un errore. Ma il mio impegno per portare nel serbatoio del centrodestra gli oltre 3000 voti dei miei fans è incessante. Federica Zarri è l'unica femminista del Popolo delle Libertà, porta benissimo i pantaloni, ragiona con il cervello sempre in posizione verticale e il suo sito del Circolo della Libertà www.circolodellalibertafedericazarri.it è più seguito di tutti gli altri messi assieme. Per i miei fans sono io la vera leader carismatica». Parole che dimostrano la fiducia che nutre in se stessa l’attrice polesana che, infine, convinta della vittoria del centrodestra, lancia una proposta a quello che per lei sarà il nuovo presidente del consiglio, ossia Silvio Berlusconi.

 

«Vorrei dire al presidente che la prima legge che il suo, anzi il nostro governo dovrà affrontare sarà quella del federalismo pieno e completo — conclude l’attrice hard —. E poi non dia retta a Giuliano Ferrara e al suo movimento: la legge 194 non si tocca. Federica Zarri non lo permetterà».
Una dimostrazione che gli interessi politici della polesana spaziano a 360 gradi...

FEDERICA, 30enne nata a Desio (Milano), è cresciuta a Sarzano, dove ha vissuto fino a qualche anno fa e si chiamava Diana lavorando in un distributore di benzina in viale Porta Po. «Il Polesine è la mia terra — ha spiegato più volte Federica —. Qui Comune e Provincia sono di sinistra: aderendo al mio circolo si potrebbero iniziare a cambiare le cose».

di MARCO SIGNORINI

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