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LA TRAGEDIA DI BOCCASETTE

"Dov'è l'uomo che mi ha salvato?"
Michele chiede di Primo ai genitori

La madre: "Mi ha detto 'non ce la faccio' ed è svenuto". Ora un'intera famiglia rende omaggio all'eroe che, tuffandosi in mare per salvare i piccoli, ha perso la vita. Proposta una medaglia per Primo Priotto

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Primo Romeo Priotto Rovigo, 7 settembre 2008 - "Mamma, dov’è l’uomo che mi ha salvato?". E’ la domanda che Michele, 8 anni, continua a fare alla madre, Luisella Furegon, la 34enne di Trecenta che, l’altra mattina a Boccasette, ha visto morire tra le sue braccia Primo Romeo Priotto, l’ex ferroviere milanese in pensione che, tuffandosi in mare per salvare il piccolo, ha sacrificato la propria vita. Un gesto da eroe come conferma la stessa Luisella che non potrà mai dimenticarlo. Se i suoi figli sono vivi, infatti, è grazie a lui, a un uomo coraggioso che nemmeno li conosceva.

 

"E’ una tragedia indescrivibile — racconta la 34enne —. Quando Primo è stato riaccompagnato a riva dalla ragazza che si è tuffata per salvarlo ho partecipato anch’io alle operazioni di soccorso anche se, purtroppo, non c’è stato nulla da fare". Poi, di ritorno da una passeggiata in riva al mare, è tornata Daniela Lazzarin, la moglie del 56enne, che, solo dopo qualche istante, ha realizzato che disteso sulla sabbia privo di sensi c’era proprio suo marito.

 

"E’ stato tremendo vedere la sua disperazione e, quando mi sono avvicinata per dirle che suo marito era morto per i miei figli, la cosa più ovvia sarebbe stata quella che mi riempisse di insulti. Invece, no. Daniela mi ha addirittura detto che non dovevo sentirmi in colpa e che suo marito era morto come aveva sempre vissuto: aiutando gli altri". Una donna coraggiosa, la compagna di una vita di chi è morto da eroe.

 

Ma cosa è successo in quei tragici minuti? Luisella, nonostante sia sconvolta, ricorda tutto nei minimi particolari. Il suo racconto, però, parte dal giorno precedente cioè dal pomeriggio in cui assieme a Michele, Margherita di 10 anni e Filippo di 4, si era recata proprio nella spiaggia di Boccasette per capire se fosse possibile fare il bagno senza rischi. "Quel pomeriggio — prosegue la 34enne — non c’era vento e il male era calmo. Per arrivare dove l’acqua iniziava ad essere profonda si dovevano percorrere decine e decine di metri. Insomma un luogo ideale anche per i bambini". Proprio per questo la giovane mamma, la mattina successiva, ha deciso di permettere ai figli più grandi di andare in acqua.

 

"Tutti e due sanno stare a galla — osserva Luisella — e, invitandoli a stare vicino alla riva, ho permesso loro di andare a giocare a palla in mare. Io, invece, sono rimasta all’ombrellone in prima fila con Filippo che, invece, non aveva voglia di bagnarsi. Sembrava che tutto stesse andando per il meglio quando, invece, è arrivata un’onda più alta delle altre che ha letteralmente inghiottito la palla con cui stavano giocando i miei figli che sono stati trascinati al largo alla mia destra. In quel momento ho capito che sarebbe potuta capitare una tragedia e sono rimasta impietrita. Purtroppo, però, non so nuotare e ho compreso che non avrei potuto fare nulla per salvarli. Michele gridava 'affogo, affogo', è stato orribile".

 

A quel punto, però, è entrato in scena Primo che, senza pensarci, si è lanciato in soccorso dei bambini assieme al 60enne vicentino Mario Sardei che è riuscito a recuperare Margherita facendo un grande sforzo a causa della forte corrente. Lo stesso che ha fatto Primo, perdendo la vita. "E’ venuto verso di me con Michele — ricorda Luisella — e mi ha detto: 'non c’e la faccio più'. Poi, con le ultime energie, ha spinto verso di me il bambino che ho riabbracciato grazie alla prontezza di un’altra signora, residente a Porto Viro. Un’altra donna coraggiosa che si era tuffata in acqua per aiutare i miei figli. E grazie a tutti loro se sono ancora vivi. Forse il mio sbaglio è stato quello di sottovalutare il mare ma, prima che arrivasse quella maledetta onda, sembrava davvero tutto tranquillo".

 

Ieri mattina, intanto, il marito di Luisella, Giovanni Casarotto, si è recato ad Adria per esprimere le condoglianze alla famiglia Priotto. "E’ poco — dice — ma è il minimo che possiamo fare. Per mia moglie sono stati momenti terribili e se i miei figli sono ancora vivi è grazie a Primo e alle altre persone coraggiose. Non potrò mai dimenticare lui e la sua famiglia. Quando ho saputo della disgrazia ero al lavoro e mi sono precipitato immediatamente da mia moglie". Il dramma è accaduto l’altra mattina attorno alle 11 e la causa della morte del 56enne è imputabile a un infarto. A nulla è valso l’intervento dei soccorritori giunti sul posto con la massima rapidità.

di Marco Signorini

  • 07/09/2008 13:03
    Marco
    Condoglianze alla famiglia di questo grande eroe! Episodi come questo in periodi storici privi di morale come il nostro trasmettono vecchi valori dimenticati e fanno tornare la voglia di credere ed amare il nostro prossimo! Grazie Eroe, MMarco
  • 07/09/2008 14:16
    Antonio
    Onore ad un vero eroe. Gesti come il suo restituiscono un pò di fiducia nel genere umano.
  • 07/09/2008 15:28
    enzo
    Un eroe che ha permesso, con il sacrificio della propria vità, la continuazione di quella di due bambini. Propongo l'istituzione di un fondo da dare alle famiglie che perdono i loro cari in questo modo. Una tiratina di orecchi alle mamme ed ai papà che dovrebbero stare più attenti ai loro figli!! Enzo
  • Sono presenti 3 commenti
 

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