Nel dossier Brunetta tutti i nomi e i compensi assegnati dall’azienda sanitaria Ulss 18. Finiti nelle tasche di un giornalista oltre 121mila euro in 11 mesi
Rovigo, 7 gennaio 2009 - Due milioni e 200mila euro spesi, nel 2007, per incarichi affidati ai consulenti e collaboratori esterni. Più di quattro miliardi delle vecchie lire: è questa la cifra spesa dall’Ulss 18, secondo i dati del dossier Brunetta. Di queste consulenze esterne, alcune sono davvero costosissime: ad esempio il giornalista Enrico Bossan ha incassato oltre 121mila euro per attività di comunicazione e informazione nei mesi che vanno da febbraio a dicembre 2007.
Il dossier, che riportiamo solo parzialmente, per questioni di spazio, nella pagina qui accanto, alza il velo su cifre, tipologia di incarichi e nomi. E basta un’occhiata per capire che è soprattutto l’attività amministrativa dell’Azienda sanitaria, più che quella di ricerca, ad avvalersi di figure professionali esterne. La maggior parte degli incarichi, infatti, fa riferimento all’articolo 7 del decreto legislativo 165 del 2001. Dove, al comma 6, si legge: "Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria".
Ma l’articolo pone anche alcune condizioni. Una di queste è che "l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossiblità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno". Proprio l’eccessivo ricorso alle consulenze esterne fu uno dei punti contestati dall’ispettore ministeriale Carlo Alberto Luccone, come si legge nella sua relazione riferita appunto all’ispezione che avvenne nel 2006. Già allora e per gli anni precedenti l’ispettore ministeriale contestò il ‘modus operandi’ dell’Ulss 18 proprio sul fronte consulenze esterne.
Tra contratti di collaborazione continuativa e coordinata e di lavoro autonomo, come si legge nella relazione del ministero, l’Ulss 18 ha speso, "nel 2003 716mila e 277 euro, nel 2004 456mila e 958 euro, nel 2005 740mila e 134 euro". L’ispettore non manca di sottolineare "l’elevatezza della spesa complessiva annua e la tendenza a crescere rispetto a quello registrata negli anni precedenti". E l’ispettore ci aveva visto giusto, visto che, stando ai dati del 2007 riportati nel dossier Brunetta, la spesa per le consulenze esterne ha superato i due milioni di euro. L’ispettore, tra l’altro, contesta anche il fatto che "tutti gli incarichi vengono assegnati dal direttore generale", secondo una prassi già criticata nella relazione dallo stesso Luccone, "perchè tale funzione non attiene all’esercizio di funzioni strategiche".
Viene sottolineata la "ripetitività del ricorso alle consulenze a terzi che hanno riguardato tutti i settori di attività dell’Azienda, l’assistenza pressochè continua di esperti esterni spesso si è risolta non in un apporto particolarmente qualificato di conoscenze — osserva Luccone — ma in un supporto pieno all’ordinaria attività del personale". Insomma, da una parte l’Ulss non assume personale, dall’altra delega gran parte del lavoro che dovrebbe essere fatto dal personale interno ad esterni, ovviando, in questo modo, a carenze di organico.
L’ispettore ha contestato all’Ulss 18 anche il fatto che, almeno negli anni oggetto dell’ispezione, "non è mai stata attivata una selezione pubblica prima del conferimento degli incarichi". Ma anche il fatto che la durata dei contratti "spesso supera l’anno". Luccone cita, come esempio, l’incarico libero professionale di consulenza aziendale in materia informatica affidato a Pasquale Aquino dal 1 marzo 2006 al 28 febbraio 2008 (e il suo nome è, infatti, presente anche nella tabella a lato). Luccone ricorda invece che proprio dalle indicazioni della Corte dei Conti emerge che la proroga del rapporto di incarico a personale esterno va considerata "una fattispecie assolutamente eccezionale e che pertanto è illegittima una successione indiscriminata e non giustificata di proroghe o rinnovi di questi contratti".
Mentre l’azienda "instaura rapporti fiduciari con professionisti esterni stipulando contratti di durata semestrale, annuale o anche pluriennale.
Ad esempio, "è stato ripetutamente rinnovato l’incarico alla dottoressa Paola Cudia, medico assegnato a prestar servizio presso la Soc di Neurologia, dal 14 luglio 2003 al 30 giugno 2006". E lo stesso nome lo ritroviamo anche tra le consulenze esterne del 2007, con incarico che va dal 1 gennaio 2007 al 12 novembre dello stesso anno, per un compenso di 38mila e 765 euro.
"Il ricorso a consulenti esterni — si legge nella relazione dell’ispettore ministeriale — ha concretizzato una forma di reclutamento di personale alternativa alla costituzione di un rapporto di lavoro subordinato: questo modo di procedere ha procurato da un lato un ampliamento surrettizzio delle strutture impiegatizie e, dall’altro, un aggravio al bilancio per la lievitazione dei costi di produzione".
di Maristella Carbonin
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